Le bricole di Antica Venezia – View Magazine

Unico al mondo con brevetto numero VI2005A000268

Depositato nel marchio

Prodotti in legno di “Quercia Antica” ricavati dal recupero delle vecchie “Bricole Veneziane”.

Questi prodotti vengono attentamente selezionati, restaurati e assemblati dalle mani esperte dei nostri mastri artigiani che, nel rispetto delle tecniche dei prodotti di un tempo, ne ricavano il sapore originale.

Essi possono presentare caratteristiche tipiche quali: fori di vecchi chiodi, di insetti, nodi e venature marcate.

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Cassettone Cà D’Oro

Cassettone a tre strati nel campo centrale creato ad intreccio riquadrato da elementi massicci smussati nell’angolo, con tamponamento di elemento massiccio variabile: in pietra, in normale legno massiccio, in legno massiccio con inciso il Giglio di Firenze e in legno massiccio con chiodo forgiato a mano affogato in resina.

La famiglia Uderzo opera nel settore del legno dagli inizi del Novecento. Una lunga tradizione che si affina nel corso degli anni fino a specializzarsi nella costruzione di pavimenti. Non tutte le essenze legnose risultano adatte alla selezionatura dei parchetti: Parchettificio Uderzo utilizza le migliori provenienti da tutto il mondo rispettandone l’origine e le caratteristiche, e proponendo così una svariata gamma di prodotti corrispondenti a diversi impieghi. Il pavimento in legno, soprattutto quello che subisce le minori contaminazioni artificiali, presenta intrinseci nella sua natura requisiti come buon isolamento, la facilità di manutenzione e il piacere di camminare per casa a piedi nudi.

Ma, per l’attuale titolare del parchettificio, la qualità raggiunta finora dall’azienda non era più soddisfacente. Voleva riuscire a trasferire in un nuovo prodotto una profonda emozione.

RIPRODURRE, AMPLIFICARE LE EMOZIONI PROVOCATE DALLA NATURA è UNO DEGLI SCOPI DELL’ARTE

Rendere questo prodotto un’ opera d’arte era la sua sfida, che riuscì a vincere quando si aggiudicò la fornitura di tutte le bricole di Venezia, garantendosi in questo modo una materia prima impregnata di storia, dalle caratteristiche di resistenza e stabilità superiori ad ogni altro prodotto similare.

Recuperare questi oggetti, che fanno toccare con mano la storia della laguna veneziana, vuole essere un contributo alla conoscenza di un artigianato artistico ancora poco studiato e insieme un atto doveroso di riconoscenza verso chi questa storia l’ha costruita con l’ingegnosità e la pazienza del proprio lavoro.

E’ UNA STORIA CHE PARLA DI UNA FORESTA IMMERSA NELL’ACQUA .

Già nella pittura del Rinascimento, questi elementi contraddistinguono il paesaggio di Venezia. Tali pali e sistemi di palificazione, per il persistere secolare delle loro funzioni e per l’incidenza visiva nel paesaggio in forme sostanzialmente sempre identiche a loro stesse, assumono veramente la funzione di strumento di lettura fra acqua e terra, segnando il momento di passaggio tra natura e cultura.

IL PALO, ELEMENTO VERTICALE PER SUA NATURA, E’ IN FONDO IL VERO DISTINTIVO DEL PAESAGGIO LAGUNARE.

Si oppone visibilmente e funzionalmente all’ineffabile orizzontalità dell’acqua, delle barene e delle terre emerse ed è elemento di fondazione delle case e di ogni altro edificio, di difesa e di formazione dei banchina menti, dei frangiflutti, punto di ormeggio dei segnali, elemento votivo quando si trasforma in edicola religiosa, di demarcazione dei canali, strumento per identificare l’intensità e il flusso di marea, sostegno degli attrezzi da pesca e delle costruzioni palafittocole.

IL GRANDE INESAURIBILE AMORE PER IL BEL LEGNO E’ IL FULCRO DELL’AZIENDA.

Per suo mezzo si è studiato, creato e combattuto appassionatamente, con la dedizione dell’amante verso l’oggetto amato e trovato. Si è aperta una nuova via da percorrere con fervore costruttivo per ridare energia vitale all’azienda.

Non accontentarsi delle facili scelte: ora la sfida è vinta, quelle parole risuonano ancora palpitanti e chiare e rivelano il principio che ha ispirato uno stile e un’arte fatti di passione, sincerità, impegno.

Rivista “VIEW MAGAZINE” primavera 2006,  num.15

 

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